I giochi (trattati anche dalla psicologia e, in particolare, dall’analisi transazionale) sono degli ami che si offrono, che si lanciano verso gli altri.
Sono delle richieste telepatiche.
Il gioco è un’offerta, un richiamo, un’esca per un incontro/scontro.
Il gioco è per definizione un qualcosa che diverte, di spassoso, un lazzo.
Quando si è piccoli si gioca per imparare, da adulti si gioca per rilassarsi e da vecchi si torna a giocare coi bambini.
Il gioco ci rallegra, siamo ben disposti verso le persone che stanno giocando e, a volte, vorremmo partecipare.
Il gioco ci aiuta a fraternizzare.
Spesso noi non ci accorgiamo di giocare, ma lo stiamo facendo o meglio lo fanno alcune parti (o sub-personalità, secondo la psicologia) di noi che hanno preso il sopravvento.
In fondo tutto quello che facciamo è un gioco perché siamo noi a programmarlo.
E’ solo la preoccupazione o la paura a rendere tragico, a volte, il percorso perché i nostri partners hanno fatto esattamente le nostre stesse scelte.
I nostri incontri non sono predestinati, ma desiderati e chi è lì in quel momento è perché ha esattamente lo stesso desiderio.
Non ci sono tabù per i giochi, quelli li mettiamo noi!
Spesso però non ne valutiamo le conseguenze e ci lasciamo prendere dal piacere del giocare.
A volte le conseguenze possono essere umanamente tragiche, ma bisogna ricordare che i partners erano d’accordo.
I tranelli sono tanti e spesso facciamo finta di non vederli, ma comunque i giochi ci permettono di fare le nostre esperienze.
Nei miei quadri io ho descritto alcuni di questi “agganci”. Sono quelli che uso io? Può darsi, ma sono universali.
Il richiamo lo sentirà comunque solo chi è attratto dallo stesso sfarfallio.
I confini li mettiamo noi, ma bisognerebbe tenere presente che una volta che la ruota ha incominciato a girare è difficile fermarla.
Se giocando rompiamo il vetro di una finestra la responsabilità sarà comunque sempre nostra: la legge del karma chiarisce molto bene questo concetto.
A volte ci sentiamo prigionieri di questo meccanismo, ma è perché dimentichiamo che tutto fa capo a delle nostre scelte.
A volte basterebbe un attimo per non scendere la china, ma sembra più facile lasciarsi cadere.
La responsabilità è diversa dalla colpa, è comprensione e ricordo!
La vita può essere un gioco meraviglioso se si tiene conto di alcune cose.